martedì 30 giugno 2009

Valutare il merito di credito: è una necessità

Siamo tutti d'accordo che il modo di “fare banca” e di “fare impresacrisi economica deve cambiare profondamente.
Le banche dovrebbero, infatti, imparare a conoscere meglio le imprese, a valutarne il merito di credito su un orizzonte di lungo periodo e le imprese dovrebbero imparare a dialogare in modo più professionale con il sistema bancario per ridurre, per la loro parte, il livello di asimmetria informativa.

A tal proposoto, alla recente Assemblea ordinaria dei Partecipanti di Banca d'Italia tenutasi a Roma lo scorso 29 Maggio, il Governatore ha posto l'accento sulla necessità che le banche adottino criteri  differenti di valutazione del merito di credito, ponendo più attenzione ai parametri qualitativi quali organizzazione, mercati di riferimento, organizzazione.

Non si può chiedere alle banche di allentare la prudenza nell’erogare il credito; non è nell’interesse della nostra economia un sistema bancario che metta a rischio l’integrità dei bilanci e la fiducia di coloro che gli affidano i propri risparmi. Quel che si può e si deve chiedere alle nostre banche è di affinare la capacità di riconoscere il merito di credito nelle presenti, eccezionali circostanze. Va posta un’attenzione straordinaria alle prospettive di medio-lungo periodo delle imprese che chiedono assistenza finanziaria. Nei metodi di valutazione, nelle procedure decisionali delle banche vanno tenute in conto tecnologia, organizzazione, dinamiche dei mercati di riferimento delle imprese”. Dalle considerazioni finali del Governatore Draghi.

Potremmo dibattere a lungo su quali siano gli strumenti da attivare per evitare che in futuro si ripresenti una crisi come quella attuale; sicuramente sono molti gli attori che hanno contribuito a crearla, non da ultimo un eccesso di fiducia in una “matematica” che non ha saputo, alla prova dei fatti, evitare di farci cozzare in un “cigno nero” di proporzioni apocalittiche.
In ogni caso, dovendo necessariamente trarre da questa esperienza utili indicazioni per migliorare in senso lato in futuro, nelle parole di Draghi c'è la lezione forse più importante che il mondo delle banche e delle imprese devono imparare dalla crisi in atto nel sistema finanziario mondiale.

Da un lato le banche devono imparare a conoscere meglio le imprese, a valutarne il merito di credito, forzando le logiche dei sistemi di rating e dando maggior peso agli elementi qualitativi che sono, in fondo, i veri generatori di vantaggi competitivi durevoli per le imprese.

Dall'altro, ed è forse la sfida più grande, le imprese devono imparare a dialogare con il sistema bancario ed operare per ridurre, per la loro parte, il livello di asimmetria informativa che da sempre caratterizza, almeno nel nostro paese, il rapporto banca – impresa. Quindi, non solo un maggior livello di disclosure, da raggiungere mediante l'elaborazione di bilanci  più trasparenti e veritieri e la predisposizione di piani industriali credibili a supporto delle richieste di prestiti a medio lungo termine ma anche un livello di conoscenze maggiori rispetto ai temi della finanza e del “mondo” delle banche.

Parlare lo stesso linguaggio e condividere delle informazioni, sin dove è ragionevolmente possibile farlo, è sicuramente il primo passaggio per far sì che in futuro, anche al malaugurato ripresentarsi di una crisi come l'attuale, ci si presenti più preparati ad affrontarla, per lo meno con maggiore consapevolezza di cosa è necessario fare per sopravvivere indenni al periodo di “vacche magre”.

 

Dott. Carlo Canestri
Responsabile per i corsi di Finanza e Controllo di Edication Time
Membro del Comitato Tecnico di Education Time

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